Russia 2025

Una delle prime nazioni al mondo che ora lotta per la sopravvivenza

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LA PSICOLOGIA DELLA RUSSIA NEL 2025
Le dichiarazioni di Maria Zakharova, portavoce del ministro degli esteri russo Sergej Lavrov, la quale ha affermato: << Finché il governo italiano continuerà a spendere inutilmente i soldi dei suoi contribuenti per l'Ucraina crollerà tutto, dall'economia alle torri >>, hanno destato notevole scalpore.
 
La portavoce si riferiva al crollo della torre dei Conti a Roma, avvenuto il 3 novembre.
Il collasso di una torre non può che richiamare alla memoria l'epoca del Medioevo, ma questo non è l’unico elemento che rimanda ai secoli bui. Io penso alle prediche apocalittiche, agli anatemi dei frati erranti in quei tempi presenti in Europa e in Terra Santa. Come è possibile che in Russia, un paese ricco di tradizioni culturali elevate, la visione psicologica di importanti esponenti del governo sia così antica, insensibile e grossolana?

Quando Putin ha iniziato l'invasione dell'Ucraina, l'occidente ha pensato che fosse una guerra mentre lui l'ha definita “operazione speciale”. Riprendendo le affermazioni dello storico e psicologo Alexsander Etkind, il progetto di ribaltare la modernità è l'unica << operazione speciale >> che si possa attribuire alla Russia.

Questa affermazione può sorprendere, bisogna però considerare che la Russia, nell'ultimo secolo è stata l'unica nazione che ha cercato di realizzare uno dei grandi ideali concepito nel 1800, quello del comunismo (o socialismo reale, va precisato che esso avrebbe dovuto realizzarsi tramite l'U.R.S.S, di cui la Russia era parte).

Con una visione storica postuma, possiamo affermare che questo ideale è risultato utopistico e irrealizzabile. Nell'anima dei russi è però rimasta una specie di missione storica e civilizzatrice assegnata alla propria nazione.
I toni apocalittici presenti nelle odierne dichiarazioni dei politici russi sono in parte una deriva del tentativo di realizzare uno stato comunista.
A mio avviso bisogna considerare che l'U.R.S.S (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche) era nata per combattere tutti gli imperialismi, paradossalmente è diventata essa stessa un impero.
I moderni russi vivono ancora il lutto per la perdita di questo stato sovranazionale. Vladimir Putin ha dichiarato che la dissoluzione dell'U.R.S.S è stata la peggior catastrofe del Novecento. Putin non è sicuramente un nostalgico del sovietismo, anche se da ex agente Kgb ne ha adottato molte metodologie e tradizioni.

L'impero Russo inizia con Caterina II La Grande, zarina di tutte le Russie (28 giugno 1762, ricordo che ancora oggi la Russia è uno stato federale), ma la grandezza della Russia risale a molto tempo prima (ricordo il mio articolo su questa rubrica del 30 marzo 2022 “Dove non deve osare l‘aquila”, riguardo la simbologia sviluppata nei secoli dall’impero russo).

Le origini dell’impero russo nascono a Kiev (XII secolo d.c). Compio ora un notevole balzo storico, ricordando gli anni tra il 1957 e il 1961, quelli dello Sputnik, (primo satellite in orbita), di Laika, (la cagnetta che è stata il primo essere vivente a viaggiare nel cosmo) e di Yuri Gagarin (primo uomo nello spazio).
Questi trionfi spaziali hanno creato l'illusione che il comunismo fosse trionfante, molti russi pensavano che alla conquista del cosmo sarebbe immediatamente seguita la supremazia della loro cultura sul pianeta terra.


Come sappiamo non è andata secondo i desideri dei russi. Margareth Thatcher, primo ministro inglese, aveva affermato che la Russia (all'epoca si riferiva all'U.R.S.S, ma la sua dichiarazione non perde di valore nemmeno oggi) aveva ogni possibilità per poter essere il primo paese al mondo, in quanto ricca di tutte le principali risorse naturali. Dato che era mal governato ciò risultava impossibile.
 
Fin dai tempi sovietici, la Russia ha adottato un modello di sviluppo fallimentare. Ha pensato di puntare esclusivamente sulle sue materie prime, dedicandosi solo alle attività estrattive. In Russia mancano importanti industrie tecnologiche, la sua economia è una specie di automutilazione.
 
La Russia si rivela contraria alla modernità per diversi motivi, alcuni anche solo per la sua mera sopravvivenza. Il suo attuale modello economico è quello ormai superato di oltre cento anni fa, lo stesso che ha contribuito al successo degli U.S.A: il petrolio e l'automobile.
L’attuale Russia si è trasformata in quello che molti esperti definiscono un petrostato, gli altri sono Venezuela, Arabia Saudita, Iran, in cui i livelli di disuguaglianza sono sempre più marcati. Gli introiti dei petrostati soddisfano le élite (in Russia un misero 1%) mentre la popolazione rimane in totale povertà.

Visto che la moderna Russia disattende il metodo scientifico, in quanto riconoscere la crisi climatica comporterebbe il suo collasso economico, come gli altri petrostati desidera trovare una spiegazione alla benedizione di cui gode riadattando il concetto di popolo eletto tramite il nazionalismo mistico (in altri petrostati è utilizzato l’islam al posto della fede ortodossa, ma la sostanza non cambia). Quest'ultimo è il motivo principale per cui Putin si appoggia alla chiesa ortodossa, sopravvissuta alle persecuzioni sovietiche; insieme alla nostalgia per gli zar e per l'impero costituisce un notevole collante per molti cittadini che ritengono la loro nazione benedetta da Dio e incaricata di una missione civilizzatrice. La mia precedente affermazione ricalca quella che è una speranza degli abitanti della Russia, i quali possono anche patire la fame, ma sono lieti di essere un faro per la civiltà. La dura e triste realtà però è che una nazione che ha fornito contributi essenziali al mondo si è trasformata in uno stato parassita, formato da una comunità politica che mantiene le prerogative statali ma non assolve alle proprie funzioni.

Drammatico che per evitare una devastante crisi interna, ormai si ricorra alla minaccia nucleare, pensando di mostrare potenza si fa capire ai nemici quanto si è disperati.

Chi desidera porre quesiti od esprimere osservazioni può scrivere al seguente indirizzo email: liberamenteeco@gmail.com
 
 
 
 
CESARE VISMARA
CESARE VISMARA
Cesare Vismara, psicologo e psicoterapeuta, lavora a Savona dal 2003. Dal 2020 insegna negli istituti secondari superiori della provincia di Savona. Collabora per i giornali on line l'Eco di Savona e L'Eco di Pavia, dal 2020 pubblica la rubrica di psicologia Liberamente.
CESARE VISMARA
CESARE VISMARA
Cesare Vismara, psicologo e psicoterapeuta, lavora a Savona dal 2003. Dal 2020 insegna negli istituti secondari superiori della provincia di Savona. Collabora per i giornali on line l'Eco di Savona e L'Eco di Pavia, dal 2020 pubblica la rubrica di psicologia Liberamente.
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