60° Festival Teatrale di Borgio Verezzi

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MILENA VUKOTIC IN PRIMA NAZIONALE AL FESTIVAL TEATRALE DI BORGIO VEREZZI. AL SUO FIANCO GIULIA FIUME E MARCO GROSSI, PER LA REGIA DI LUCA MANFREDI

 

Martedì 14 / mercoledì 15 luglio (ore 21.30 Piazza Sant’Agostino – Verezzi)

Prima assoluta

L’INCONVENIENTE

di Juan Carlos Rubio

Traduzione di Pino Tierno e Valentina Martino Ghiglia

Con Milena Vukotic e con Giulia Fiume e Marco Grossi

Regia Luca Manfredi

Scene Alessandro Chiti

Costumi Metella Raboni

Disegno luci Michele Lavanga. Produzione: Società per Attori, Accademia Perduta Romagna Teatri, Teatro Quirino Centro di Produzione

Una commedia contemporanea che unisce humour, cinismo, tenerezza e disincanto per raccontare un incontro inatteso: quello tra Sara, giovane donna rigorosa e razionale, e Carmen, anziana dal carattere ribelle, lucida, imprevedibile e con una malattia che incombe. Il pretesto narrativo è semplice e dirompente: una vendita con nuda proprietà. La convivenza forzata tra presente e futuro, tra vita e morte, tra prudenza e desiderio, diventa terreno fertile per un duetto teatrale che esplode in dialoghi brillanti, comici, ma attraversati da un’intima verità emotiva. È un testo sull’ascolto, sul coraggio di cambiare e sulla possibilità di reinventarsi anche quando sembra troppo tardi, o troppo presto.

Sinossi

Sara, 35 anni, manager rigorosa, acquista un appartamento a prezzo vantaggioso, ma con una condizione: l’anziana proprietaria, Carmen, 71 anni, potrà viverci fino alla morte.

L’incontro tra le due donne – tanto diverse quanto magnetiche – dà vita a una relazione fatta di contrasti, ironia e rivelazioni. Carmen scardina le certezze di Sara, mentre Sara diventa per Carmen una compagnia inattesa contro la solitudine. Tra litigi intelligenti, confessioni improvvise, frollini, sigarette e compleanni bizzarri, le due si scoprono specchi l’una dell’altra: due solitudini che, toccandosi, si trasformano.

La morte aleggia senza oscurare mai il racconto, intrecciandosi al bisogno urgente di vivere davvero. Quando il matrimonio di Sara vacilla e Carmen rivela i suoi rimpianti più profondi, entrambe si trovano di fronte a una scelta: accettare la vita così com’è o cambiarla prima che sia troppo tardi. Il loro è un viaggio imprevisto e pieno di humour, verso la possibilità di rinascere. 

Note dell’autore

Tutto è nato da un annuncio sul giornale: appartamento in vendita con inquilino dentro. La cosa mi ha incuriosito enormemente e sono andato a visitarlo. La casa era ampia, in una zona prestigiosa e a un prezzo sorprendentemente basso. La condizione, però, era chiara: la proprietaria, un’anziana signora, avrebbe continuato a viverci fino alla sua morte. Mentre attraversavo quelle stanze piene di oggetti e ricordi, ho sentito con forza che lì dentro c’era una vita reale, una presenza concreta che non potevo ignorare.

Più ci pensavo, più capivo che non avrei mai potuto comprarlo: mi avrebbe messo addosso l’idea di restare in attesa della morte di qualcuno per entrare nella mia “nuova” casa. Una sensazione insostenibile. Eppure quell’esperienza mi ha lasciato addosso una domanda potente. Ho iniziato a immaginare cosa sarebbe successo se avessi firmato il contratto: come sarebbe stato incontrare quella donna? Che rapporto si sarebbe creato tra noi, costretti a condividere uno spazio, una soglia, un destino? Da questi interrogativi, e da quella

strana miscela di curiosità, disagio e compassione, è nata la storia che ho scritto: una riflessione teatrale su attesa, solitudine e incontri che cambiano il corso della vita. [Juan Carlos Rubio]

Note di regia

“100 MQ”, intitolato nella nostra nuova versione “L’inconveniente”, è un testo capace di coniugare leggerezza e profondità con rara efficacia. La vicenda prende avvio dalla vendita della nuda proprietà di un appartamento borghese di cento metri quadrati. Una donna anziana decide di cederla per vivere con maggiore libertà il tempo che le resta, mentre una giovane professionista acquista l’immobile convinta di aver concluso un ottimo affare. L’unico ostacolo tra lei e il possesso della casa è proprio l’attuale proprietaria: una donna apparentemente fragile, sopravvissuta a diversi bypass cardiaci, che continua ostinatamente a concedersi sigarette, caffè, dolci e qualche bicchiere di troppo.

Quei cento metri quadrati diventano così il centro simbolico della storia. Rappresentano il futuro di entrambe le protagoniste: il tempo limitato e prezioso che l’anziana vuole abitare fino in fondo e il tempo sospeso dell’attesa a cui la giovane si è inconsapevolmente condannata, avendo fondato il proprio progetto di vita sull’idea della scomparsa dell’altra. Emblematica è la domanda che l’anziana rivolge alla sua acquirente: «Quanti minuti d’attesa vale un metro quadrato di questa casa?». In questa provocazione si annida il cuore della commedia. Dietro il conflitto iniziale si apre infatti uno spazio di confronto autentico: le due donne si sfidano, si giudicano, si respingono, ma finiscono inevitabilmente per riconoscersi l’una nell’altra. Cadono le maschere, emergono ferite e desideri nascosti, e il loro rapporto si trasforma in qualcosa di inatteso, fino a un finale capace di ribaltare ogni prospettiva.

L’inconveniente è una commedia brillante e divertente, ma anche una riflessione delicata sul tempo, sull’attesa e sulla natura provvisoria dell’esistenza. Per me è una gioia accompagnare questo spettacolo come regista insieme a una straordinaria attrice come Milena Vukotic, che ha condiviso in passato un importante percorso artistico con mio padre Nino. Con Giulia Fiume, invece, prosegue una collaborazione consolidata e felice nata nelle stagioni di “Gente di facili costumi”. [Luca Manfredi]

www.festivalverezzi.it

Fonte: Ufficio stampa – Marzia Spanu

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