Quest’anno il tema del Festival e del Premio Letterario è un invito e un’esortazione.
A guardare il proprio territorio e saperlo vedere con occhi che colgono ogni meraviglia, ma anche a rimboccarsi le maniche e creare noi, per prime e primi, terreno fertile per farla germogliare.
La letteratura e lo stare insieme, come sempre, sono uno strumento potente per questo nostro allenamento.
Creiamolo insieme, un terreno di meraviglia.
La meraviglia è quella cosa che unisce le persone perché riempie, disarma, si ha voglia di averne ancora, condividerla, proteggerla, riprodurla. Se ci pensiamo bene, ne siamo sempre alla ricerca.
La natura e i suoi ritmi, la meraviglia del suo germogliare ciclico, un rinascere costante: simbolo di autenticità, equilibrio ed etica. L’opera di Umberto Fracchia (1889 – 1930) contribuisce a una visione della campagna come spazio di memoria e genuinità, che ancora oggi ci fa riflettere sulla relazione tra persone e ambiente.
Resistiamo quindi a tutto ciò che crolla accorgendoci della meraviglia, facendola proliferare nelle nostre vite; creiamo questo terreno florido dentro ognuno di noi, trasmettiamolo, facciamoci venire voglia di mettere nel mondo sempre più cura, attenzione, bellezza, stupore.
Diamo la forma che vogliamo a questa meraviglia, e mettiamola in circolo.
Sul sito del Premio letterario, il bando, il programma e ogni dettaglio: https://premiofracchia.it/









