Il Rosso (bianco) della Ferrari SF-26

Curiosità attorno al rosso Ferrari.

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La Ferrari 2026 SF-26 è l’ultima monoposto realizzata per il campionato mondiale di F 1, presentata pochi giorni fa. La sua livrea dalle tinte rosso-bianco ha destato non poche perplessità, in quanto al rosso Ferrari sono state accostate alcune “macchie” di bianco.

Il tifo è passione, per tanti tifosi, la Ferrari è quasi una religione. Affiancare le tonalità del bianco a quelle del rosso per alcuni può corrispondere ad un sacrilegio, in quanto ogni modifica a storici simboli religiosi ottiene questo effetto.

Pur concordando sulla fondamentale importanza della Ferrari, lo scrivente propone un approccio più laico e basato su dati storici. Bisogna precisare che nell’evoluzione del Cavallino Rampante, non è la prima volta che la Scuderia adotta questa soluzione cromatica. Gli appassionati ricorderanno che negli anni ’70 la monoposto (con la sigla 312 T della coppia Lauda – Regazzoni) aveva le tonalità rosso-bianco, presenti anche nelle successive Ferrari (312 T 4 del 1979, quella del mondiale, con numero 11 Jody Scheckter vincitore del titolo piloti e numero 12 Gilles Villeneuve).

In genere è rarissimo che un’azienda o un marchio siano immediatamente associati ad un colore. Il sogno proibito di vari amministratori delegati è riuscire ad ottenere questo risultato. Alcune aziende spendono migliaia di Euro, a volte a vanvera anche solo per poter accostare il proprio nome ad una sfumatura cromatica, mentre alla Ferrari questo abbinamento pare sia accaduto senza sforzo, quasi per caso, come mai? La risposta è semplice, il merito degli uomini e donne che hanno lavorato alla Ferrari è stato quello di concretizzare qualità e valori presenti non solo nel colore, ma anche nel proprio antichissimo simbolo.

Se chiediamo alle persone cosa evochi il colore rosso, otterremo come tra le principali risposte: passione, amore, sangue, seduzione, eleganza, bellezza, nobiltà. Se si chiede se conoscono una tipologia di rosso, tra le prime dieci risposte (indipendentemente dal tifo sportivo) emergerà la tonalità rosso Ferrari.

Precisiamo che il rosso Ferrari è cambiato nel corso degli anni, tralasciamo però alcuni complicati tecnicismi, in quanto a noi basta la semplice associazione psicologica del colore rosso alla Ferrari.

Come è iniziato tutto ciò? In genere per il simbolismo dei colori serve un contesto culturale. Come già scritto, il colore rosso nella cultura occidentale è associato ad un insieme di caratteristiche ben specifiche.

Negli anni ’20 l’AIACR (Association Internazionale des Automobile Clubs Reconnus oggi FIA Federation International de Automobile) attribuì alle automobili da corsa dei colori corrispondenti alla nazionalità di rappresentanza. Per L’Italia era il rosso, per la Germania l’argento e per la Gran Bretagna il verde.

Enzo Ferrari era una persona fedele ai principi e alle tradizioni, decise di mantenere come livrea il colore nazionale anche nei successivi anni, i molteplici trionfi hanno contribuito ad associare le qualità del rosso Ferrari non solo alle vittorie, ma anche all’eleganza e alla tenacia.

Per far capire l’importanza che la Ferrari attribuisce ai colori delle proprie autovetture cito un episodio singolare. Come sanno tutti, un’automobile Ferrari da strada può essere di diversi colori: blue, bianco, giallo, nero e ovviamente rosso. Alcuni anni fa, una soubrette ha deciso di comperare una Ferrari e tingerla di rosa. La casa ha ricomprato la vettura e ha bandito l’acquirente dall’elenco clienti.

Forse qualcuno si chiederà come mai alla Ferrari è associato un cavallino rampante.

La storia è curiosa e riguarda la precedente attività del fondatore della casa automobilistica Enzo Ferrari. Oggi diremmo che prima di essere (team manager) direttore sportivo e fondatore, Enzo Ferrari è stato un pilota (per l’Alfa Romeo). Nel 1923 Enzo Ferrari vinse la gara del Circuito del Savio (Ravenna). In quell’occasione incontra i genitori di Franceso Baracca, il celebre aviatore della I Guerra Mondiale. La madre, la contessa Paolina, gli suggerisce di usare il cavallino rampante, simbolo dipinto sulla carlinga dell’aereo del figlio (deceduto nel corso del conflitto) come portafortuna sulle sue auto da corsa. Da quell’evento (ricordo che “il logo” è stato aggiornato varie volte dall’epoca) ad oggi l’enorme valore simbolico e l’associazione della forza del cavallino rampante e del colore rosso ha portato ai trionfi noti a tutti.

Dato che il titolo mondiale piloti di F 1 manca dal 2007 (con Kimi Raikkonen e il titolo costruttori dal 2008), considerando che oggi (17 gennaio 2026) è il Capodanno cinese in cui è l’anno del cavallo di fuoco (il quale nella cultura cinese rappresenta velocità, lealtà e successo) ci auguriamo sia davvero l’anno giusto.

 

Chi desidera porre quesiti od esprimere osservazioni può scrivere al seguente indirizzo email: liberamenteeco@gmail.com

 

 

 

 

CESARE VISMARA
CESARE VISMARA
Cesare Vismara, psicologo e psicoterapeuta, lavora a Savona dal 2003. Dal 2020 insegna negli istituti secondari superiori della provincia di Savona. Collabora per i giornali on line l'Eco di Savona e L'Eco di Pavia, dal 2020 pubblica la rubrica di psicologia Liberamente.
CESARE VISMARA
CESARE VISMARA
Cesare Vismara, psicologo e psicoterapeuta, lavora a Savona dal 2003. Dal 2020 insegna negli istituti secondari superiori della provincia di Savona. Collabora per i giornali on line l'Eco di Savona e L'Eco di Pavia, dal 2020 pubblica la rubrica di psicologia Liberamente.
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