
BIOGRAFIA
Sabrina Staiano è una manager aziendale con oltre 25 anni di esperienza in grandi corporate internazionali. Alla sua prima esperienza come scrittrice, approfitta di una pausa lavorativa per raccontare una parte della sua vita che aveva messo in un cassetto. Una domanda spontanea ed innocente di sua figlia adolescente scatena la volontà di raccontare.
Sinossi dell’opera
Eudaimonìa Ossessiva è un romanzo d’amore psicologico che racconta le vicende di Lucilla, giovane universitaria torinese impegnata in un tirocinio giornalistico presso una piccola redazione cittadina. È lì che conosce Antonio, il suo affascinante e carismatico datore di lavoro. Tra i due nasce un legame intenso, alimentato da attrazione e stima professionale.
Con il tempo, però, l’amore di Antonio si trasforma in un sentimento ossessivo, che tende a isolare Lucilla e a confinarla dal gruppo. Divisa tra il desiderio di accedere a un mondo che da sola non potrebbe raggiungere e la repulsione per un uomo tanto più grande, Lucilla oscilla per anni tra l’avvicinarsi e il fuggire.
Ma la morte improvvisa di Antonio segna una svolta dolorosa: affiorano in lei un profondo senso di colpa e la consapevolezza del valore di quel legame.
Eudaimonìa Ossessiva è la storia di un amore totalizzante che non sfocia nella tragedia, ma si risolve in un gesto di consapevolezza: Antonio, pur innamorato, è capace di fare un passo indietro, permettendo a Lucilla di vivere la propria vita.
Scritto in prima persona e narrato attraverso lo sguardo di Lucilla, il romanzo esplora i confini sottili tra amore e dipendenza, tra passione e libertà, tra gioventù ed età adulta.
INTERVISTA ALL’ AUTRICE
Ci parli di com’è nata la sua passione per la scrittura.
La mia passione per la scrittura nasce da lontano, anche se per molto tempo è rimasta un po’ in disparte. Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione e già durante l’università ho avuto modo di scrivere per giornali locali, soprattutto sportivi, ma non solo. È sempre stata una passione presente, anche se a fasi alterne: a volte più viva, a volte accantonata. La scorsa estate, però, grazie anche al consiglio di una psicologa che mi suggeriva di dedicare il mio tempo libero a un’attività capace di impegnarmi davvero e di darmi un obiettivo concreto, ho capito che era arrivato il momento giusto. Così ho deciso di riprendere in mano quella passione, ma questa volta non per mestiere: per me stessa, dando vita al mio romanzo.
Il libro che presentiamo oggi parla di amore, di relazione tossica, questa storia può tranquillamente essere presa da una storia vera. Ci parli di questo libro e dei suoi protagonisti.
Sì, assolutamente: è una storia che potrebbe accadere davvero, perché racconta dinamiche che purtroppo appartengono alla realtà di molte persone. Proprio per questo ho voluto affrontare il tema con sincerità, ma anche con una scelta precisa: dare alla storia un finale diverso da quelli che troppo spesso vediamo o immaginiamo. Non volevo che fosse solo un racconto in cui la donna paga sempre il prezzo più alto.
Il libro parla dell’amore nelle sue forme diverse, più pure o più complesse, più ordinarie o più disturbanti. Attraverso i protagonisti si intrecciano temi come la crescita personale e professionale, l’ambizione, la libertà, la solitudine e la difficoltà di tenere insieme tutto questo in una sola esistenza. I personaggi non sono solo funzionali alla trama: sono il mezzo attraverso cui esplorare ciò che succede quando i sentimenti si mescolano al bisogno di affermazione, al desiderio e alla fragilità.
Anche il titolo richiama continuamente questo aspetto, perché contiene in sé un dualismo: da una parte l’idea di eudaimonia, quindi di benessere, realizzazione, equilibrio; dall’altra quella di un’ossessione che invece rompe quell’armonia e la mette in crisi. È proprio in questo contrasto che si sviluppa la storia: tra ciò che vorremmo essere e ciò che a volte diventiamo dentro una relazione.
Perché secondo lei molte persone entrano in una relazione tossica?
Credo che spesso si entri in una relazione tossica perché, a un certo punto, si perde il riferimento ai valori fondamentali e si smette di dare il giusto peso a ciò che davvero conta. A volte si confonde l’intensità con l’amore, l’attenzione con il controllo, il coinvolgimento con la dipendenza. E quando non si ha una percezione chiara del proprio valore, diventa più facile accettare dinamiche che ci fanno stare male.
Cosa manca all’individuo per poter vivere una relazione sana?
Manca, prima di tutto, la capacità di dare il giusto valore alle persone e alle cose. Una relazione sana nasce quando si riesce a riconoscere sé stessi e l’altro per ciò che sono, senza confondere i ruoli, senza annullarsi e senza pretendere di possedere. Serve equilibrio, rispetto reciproco e la consapevolezza che stare insieme non significa perdere la propria identità.
Come sono nati i protagonisti?
I protagonisti sono nati dall’osservazione della realtà, da persone che ho conosciuto nel corso della mia vita e da situazioni che ho visto o vissuto. Non si tratta di copie esatte di qualcuno, ma di personaggi costruiti partendo da emozioni, tratti, atteggiamenti e frammenti di esperienze reali. In questo senso, ogni protagonista porta dentro di sé qualcosa di vissuto, di riconoscibile, di umano, di mio.
Le relazioni tossiche in casi estremi sono anche causa non solo di sofferenze ma anche di morte delle vittime, cosa secondo lei manca nella nostra educazione personale per prevenire tutto questo?
È una domanda molto difficile, perché ogni situazione ha una sua storia e non esiste una risposta unica. Però credo che sia fondamentale imparare, fin da subito, a riconoscere i segnali di una relazione sbagliata e a non normalizzarli. Spesso si tende a minimizzare, a giustificare. Invece bisognerebbe imparare a dare valore fin da subito ai campanelli d’allarme.
E poi credo che, soprattutto per le donne, sia sempre più importante sviluppare un senso di tutela verso sé stesse: avere il coraggio di stare sole, se necessario, piuttosto che restare intrappolate in un rapporto che consuma, umilia o mette in pericolo.
Progetti futuri
Il mio primo obiettivo è capire se questo romanzo riuscirà davvero a parlare ai lettori, se il mio stile — essenziale, diretto, sintetico — verrà percepito come un punto di forza. Mi interessa molto capire come verrà accolto. Se il riscontro sarà positivo, ho già in mente un secondo romanzo. Il tema sarà ancora vicino a quello delle relazioni tossiche, ma con una trama diversa e con una nuova evoluzione narrativa. Anche lì ci sarà una forma di tossicità, ma sarà interessante vedere come la protagonista riuscirà a gestirla e a reagire.
Dove troviamo il libro?
Il libro è disponibile sul sito della casa editrice Atene del Canavese e sulle principali librerie online.
Di Manuela Montemezzani







